ALCUNE CONSIDERAZIONI SULLA MUMMIFICAZIONE DI TUTANKHAMON

La sepoltura del re Tutankhamon ha attirato l’attenzione molto più di quanto forse meritasse davvero, essendo la sua tomba la sola del Nuovo Regno ad essere stata ritrovata virtualmente intatta. Inizialmente, l’attenzione si era focalizzata sulla miriade di oggetti del suo sfavillante tesoro, ritrovato all’interno della tomba. Tuttavia, molto presto l’attenzione si è spostata sull’interpretazione dell’enigma riguardante il ruolo di Tutankhamon quale restauratore dello status quo religioso, con il ripristino dell’egemonia di Amon-Ra. Una volta scartati e rimossi gioielli e amuleti, la stessa quantità di attenzioni non è stata data al corpo del giovane re dopo l’indagine iniziale.

D.E. Derry e Saleh Bey Hamdi hanno effettuato questa indagine, ma sfortunatamente non sono stati pubblicati i loro risultati, solo un breve sommario appare nel libro di Howard Carter sulla scoperta della tomba. Fortunatamente, il rapporto non pubblicato di Derry è stato preservato e questo getta luce sul giorno del 1972 nel quale il dentista F. Leek intraprese la sua pubblicazione: Leek venne coinvolto durante l’esame della mummia nel 1968 come parte del team sotto la direzione di R. G. Harrison e le sue osservazioni gli permisero di “raccogliere informazioni in prima persona”. Dieci anni dopo l’esame di Harrison, J. Harris, un altro dentista del Michigan, studiò il corpo all’interno della camera di sepoltura e passò la testa ai raggi X per ottenere una serie di immagini in alta definizione dell’apparato dentale, assieme agli esami del sangue effettuati grazie ad un frammento di osso.

Negli ultimi anni, comunque, c’è stato un incremento dell’interesse riguardo cosa possono dire i resti umani, di pari passo con gli avanzati e meno dannosi sistemi tecnologici, e la mummia di Tutankhamon è stata ancora una volta messa sotto osservazione dopo una pausa di quasi 40 anni. Nel 2005, la mummia è stata esaminata usando un rimorchio montato su un’unità mobile multi sezione CT e successivamente campionata ed esaminata assieme ad un gruppo di mummie regali, tutto parte di un ampio studio del DNA, il primo di questo tipo. I risultati di questi esami sono ancora in discussione.

LA MUMMIFICAZIONE DI TUTANKHAMON

Uno dei punti focali per quanto riguarda la mummia non è solo il corpo stesso, la salute del re defunto o le causa della morte, ma il curioso modo in cui è stato mummificato. Diverse anomalie sono evidenti se si confronta la sua mummificazione con le prime della XVIII dinastia e le successive dei sovrani della XIX: la resina nel cranio, la posizione degli arti, il taglio dell’eviscerazione, la posizione del pene, la questione del cuore, il problema delle costole (attualmente?) mancanti e l’ammontare di resina ed olio usati nell’imbalsamazione.

Diversamente dai primi re della XVIII dinastia, gli imbalsamatori hanno versato la resina nel cranio, privato del cervello, di Tutankhamon in due differenti occasioni, come si può vedere dagli strati mostrati dai raggi X di R. G. Harrison. Una varietà di scenari possono spiegare la cosa: il primo deposito fu considerato insufficiente e venne fatta un’aggiunta; dimenticanza da parte degli imbalsamatori; considerazione della posizione incorretta per la resina e conseguente insufficiente copertura per la fragile porzione di cranio, che portò ad una correzione; due fasi per l’imbalsamazione; un cambio in quella che era la “regola”, almeno per quanto possa essere accertato nella mummificazione fino al regno di Thutmosi IV e dopo il regno di Sethi I.

Le braccia di Tutankhamon furono trovate piegate all’altezza dei gomiti e gli avambracci, il sinistro sopra il destro, più o meno ad angolo retto, incrociati sul torace con i gomiti leggermente aggettanti. Questa posa non è la classica del Nuovo Regno, in particolare le mummie reali risalenti alla XIX e XXI dinastia, i cui avambracci giacevano diagonalmente sul corpo per raggiungere le spalle (vedi capitolo seguente per la discussione).  Ci si potrebbe chiedere il motivo per cui le braccia erano posizionate così -era parte di una tradizione in corso, non ha molta importanza oppure era intenzionale?

Il taglio per l’eviscerazione è stato fatto in diagonale, eseguito dall’ombelico alla cresta iliaca sinistra invece che parallelo e sopra la cresta iliaca, oltre che più largo del normale. Questo taglio piuttosto indiscreto è molto raro se non unico (non c’è menzione da parte degli autori per le mummie del Nuovo Regno). Si può pensare a questo punto ad una imbalsamazione (iniziale?) da parte di non esperti, o si tratta di una deliberata e significativa rottura dalle pratiche precedenti?

Il pene è stato mummificato eretto, in contrapposizione alla posizione flaccida. Per le nostre conoscenze, questo è probabilmente l’unico esempio di pene mummificato con un angolo di approssimativamente 90° rispetto al corpo.

Oltre a questo, un eccessivo ammontare di materiali resinosi è stato versato sul corpo, rendendo davvero difficile per gli scavatori e gli anatomisti liberarlo dai suoi involucri, amuleti e decorazioni per studiare il corpo, contribuendo inoltre a far sì che l’umidità dentro il sarcofago lavorasse per intaccare la conservazione della mummia. Sebbene le mummie reali del Nuovo Regno siano state unte con oli, resine e cera vergine, tendono a non essere annegate in eccessive quantità della sostanza nera che invece ricopriva il giovane re e la sua bara. L’applicazione di sontuose miscele di olio o resine anche sui coperchi delle bare (così come sui corpi), è più tipico delle sepolture del Terzo Periodo Intermedio. Queste misture sono state trovate sia sul corpo di Tutankhamon che sulla bara.

Come scrive Carter nella sua nota del  24 ottobre 1925: “la maggior parte dei dettagli è nascosta da un rivestimento lucido nero, che è stato versato in grande quantità sulla bara come libagione. Come risultato, questo monumento ineguagliabile (la bara), è incastrata all’interno della seconda bara – il materiale ora consolidato della libagione ha riempito lo spazio tra le due bare quasi fino al livello del coperchio della terza

Fu questo a causa d’imbalsamatori ignoranti? Un desiderio di coprire qualche ferita del corpo – ma perchè ricoprire anche le bare? Si tratta di un nuovo rituale funebre o il rinnovo di uno molto più antico?

In aggiunta, d’accordo con i risultati degli studi CT, lo sterno, parte delle costole (davanti e dietro) e alcune vertebre risultano mancanti.

“Le estremità delle costole frammentate sono state chiaramente tagliate da uno strumento affilato in punti differenti. Ciò non può essere un trauma post mortem… è più probabile che queste lesioni toraciche siano state inferte dal team di Carter nel 1925 durante il tentativo di togliere l’involucro con troppa forza… altre fratture simili, di più probabile origine moderna, sono state trovate su altre parti del corpo”

Le costole mancanti sono oggetto di alcune polemiche, in quanto alcuni studiosi ritengono che Carter sia il responsabile della loro assenza, mentre altri sostengono che la mummia potrebbe essere stata danneggiate (non ufficialmente), durante il periodo che intercorre tra la riesumazione e l’esame di Harrison, e pochi credono che il re sia stato sepolto così, che le costole erano mancanti perchè danneggiate (in parte ciò aveva causato la morte?) e che gli imbalsamatori avevano per questo accuratamente segato le estremità delle ossa. Attraverso i risultati CT, alcuni continuano a sostenere che la distruzione delle costole potrebbe essere il risultato di una interazione non ufficiale con la mummia e che strumenti affilati possano effettivamente tagliare con una certa accuratezza le ossa mummificate nelle quali sono incorporate resine che hanno indurito il lino. In effetti, molte delle mummie reali che sono state depredate mostrano tagli netti nelle ossa e una chiara rottura di parti della mummia è visibile in molte collezioni museali, nonché nelle mummie abbandonate nei siti (come è stato osservato su una serie di teste della Collezione Duckworth di Cambridge, una serie di mummie conservate nel Medelhavsmuseet di Stoccolma, così come in alcuni siti dell’Alto Egitto). Questo è stato dimostrato anche da Zaki Iskander, in base alle proprie esperienze, nel recente settembre 2012; inoltre, le fotografie della mummia dalle indagini del 2005, mostrano impronte di costole sulle bende di lino imbevute di olio e resina del torace del re. Arrivati a questo punto, sembra di essere nuovamente approdati all’ennesima questione irrisolvibile del dibattito.

Gli esami di B. Harer sulle scansioni CT, hanno fatto luce su altre due anomalie nella mummia di Tutankhamon che dovrebbero essere affrontate (va notato che questo autore ha visto solo una selezione delle immagini): la presenza del diaframma e l’assenza del cuore. E’ interessante sottolineare come la prima pubblicazione dei risultati CT non abbia rimarcato nessuna di queste due particolarità.

In accordo con le asserzioni di B. Harer, il diaframma di Tutankhamon è presente e intatto. In genere questo organo veniva tagliato per raggiungere i polmoni, estrarli e imbalsamarli separatamente. Se è davvero intatto, questo può supportare la teoria di una ferita al torace, che avrebbe ovviato la distruzione del diaframma durante la rimozione dei polmoni. Tuttavia la forma, la posizione e il punto del taglio per l’eviscerazione potrebbero indicare che non è stato necessario tagliare attraverso il diaframma collassato – ma con lo scheletro frontale assente e un foro (aperto?) nel petto, dal quale si poteva scendere e raggiungere anche lo stomaco e l’intestino per rimuoverli, perchè perdere tempo con un taglio per l’imbalsamazione?

L’assenza del cuore è molto più grave. Questo organo era un elemento chiave per il successo della resurrezione del corpo, dopo la sua pesatura con la piuma di Maat; tuttavia, alcune delle scansioni CT  pubblicamente disponibili mostrano uno spazio o un’assenza, dove forse un tempo si trovava il cuore. Se si accetta la tesi che lo sterno e le costole siano state danneggiate tra il 1926 e il 1968, quando il collare di perline è stato rimosso potrebbe essere stato successivamente e inavvertitamente rimosso anche il cuore. Se il cuore fosse stato perso dagli imbalsamatori, sarebbe stato più probabile che avessero cercato di creare un supporto in lino o resina, o altro materiale, come si vede nelle altre mummie quando vengono a mancare le estremità, anche se senza dubbio questo operazione va fatta con molta discrezione. Se il cuore è andato perso a causa del modo in cui Tutankhamon morì, sarebbe ancora più significativo approntare un (visibile) sostituto, dato che era previsto, a meno che il cuore non sia stato volutamente rimosso per uno scopo più sinistro, oppure per ragioni legate ad un nuovo metodo di mummificazione, tecnologicamente e ideologicamente diverso da quello precedente.

Per garantire una sicura resurrezione, nel caso in cui si fosse danneggiato il cuore, uno scarabeo del cuore sul quale era incisa la formula 30B del Libro dei Morti era un componente fondamentale di gioielli e amuleti del corredo funerario. Il primo esempio conservatosi fino a noi appartiene alla XVII dinastia, al re Sobekmsaf, attualmente al British Museum (EA 7876). Questi amuleti provengono da alcune sepolture tanitiche del Terzo Periodo Intermedio e, nonostante la scarsità di sepolture reali intatte, si può supporre che questi amuleti siano rimasti un costante del corredo funerario reale fino all’età tolemaica.

Tutankhamon sembra non avere il cuore e nemmeno uno scarabeo specificatamente posto sul lato sinistro del petto, per sostituire il cuore mancante e assicurare un viaggio sicuro nell’aldilà. Ovviamente, la sua assenza non è dovuta ai tombaroli, i quali non violano i corpi dei sovrani (almeno per quanto dicono le prove). In aggiunta, né le fotografie di Burton né le annotazioni di Carter menzionano il tradizionale scarabeo collocato direttamente sul cuore – alcuni sostengono che, anche se fosse esistito, Carter lo avrebbe trafugato, ma non vi sono prove al riguardo e tale atto sarebbe dovuto avvenire davanti ad un gruppo di testimoni, impegnati a svolgere la mummia dal suo involucro. Possono la mancanza del cuore e dello scarabeo posto su esso avere qualcosa a che fare con una diversa manifestazione delle credenze funerarie, piuttosto che il segno di una imbalsamazione pasticciata o di un furto?

Va notato comunque, che la maschera funeraria del giovane re aveva uno scarabeo pendente in resina nera sospeso su un filo d’oro battuto (Carter, card 256q, JE 61977), incastonato tra le mani del re, incrociate sul petto, che reggono il bastone e il flagello, il quale avrebbe potuto sostanzialmente prendere il posto dell’amuleto sul cuore (Carter, card 256q), sebbene iscritto con la formula 29B del Libro dei Morti, anziché la 30B.

L’incantesimo 30B appare sullo “scarabeo di pietra dura verde” (269, A nella lista di Carter; JE 61948), integrato con un ampio pettorale (lista di Carter, 261m, foto di Burton 1134), il quale è inscritto per Tutankhamon. Quest’ultimo è stato ritrovato nel suo tesoro, ad una certa distanza dal corpo del re ma vicino alla sua cassa contenente i canopi (normalmente collocato nella camera di sepoltura stessa).  Purtroppo, la scarsità di tombe reali intatte rende impossibile accertare la precisa posizione degli oggetti recanti questo incantesimo (diversamente dallo scarabeo del cuore, la cui tradizionale collocazione è ben nota), quindi non è possibile dire se è insolito che lo scarabeo verde si trovi in un punto rispetto al re, anche se la sua integrazione con il pettorale si svincola dagli scarabei soliti che ci si aspetta di trovare sul cuore.

DISCUSSIONE

Potrebbero alcune anomalie (o tutte), riscontrate nella mummificazione di Tutankhamon (la massa di materiale nero, il pene eretto, l’assenza del cuore e dello scarabeo con la formula 30B, il taglio non ortodosso per l’imbalsamazione), essere in realtà deliberate manifestazioni teologiche o ideologiche differenti, piuttosto che il risultato di una frettolosa/inadeguata imbalsamazione per nascondere i segni di un corpo martoriato? Naturalmente, qui si tratta solo di speculazione, com’è stato detto all’inizio dell’articolo.

Se queste anomalie sono intenzionali, quali motivi si celano dietro di esse? Più e più volte, Carter ripete nelle sue annotazioni riguardo la pubblicazione della scoperta della tomba, che il re viene rappresentato all’interno dei sarcofagi come Osiride – e in effetti questo conferma quanto per gli egittologi è spesso un dato di fatto: il re vivente era Horus, il re defunto era Osiride e questo era valido per ogni sovrano. Forse, per Tutankhamon questo è stato enfatizzato più che per i suoi predecessori (e i suoi immediati successori), come se il giovane re stesse abbracciando e ringiovanendo tutti gli aspetti della tradizionale religione egiziana. Oppure, Tutankhamon seguiva le idee di Amenhotep III a sottolineare, in maniera accettabile per i canoni ideologici egiziani, la vera divinità del re che regna come Horus in vita e come Osiride nella morte.

A supporto di quanto detto, la parete nord della camera funeraria di Tutankhamon sottolinea l’inequivocabile passaggio del re alla forma di Osiride: Tutankhamon viene mostrato nelle vere e proprie vesti di Osiride, non semplicemente una mummia avvolta dalle bende, con Ay che esegue il rito “dell’apertura della bocca” su di lui. Questa rappresentazione del sovrano come Osiride è unica nella Valle dei Re: le altre tombe mostrano il re mentre viene abbracciato da Osiride o mentre gli fa offerte (numerosi sono gli esempi, in particolare dal regno di Ay in avanti), ma nessuna mostra il re deceduto nei panni di Osiride, anche se i testi identificano il re con Osiride mentre fa un’offerta al dio stesso (es. Horemheb (KV 57), Sethi I (KV 19) ).

Sebbene la maggior parte degli studiosi concordi sul fatto che sia improbabile che la tomba KV 62 fosse stata improntata per Tutankhamon, il cui vero sepolcro potrebbe essere stato il WV 23, diventato successivamente sepolcro per il suo successore Ay, tutti possono concordare che le decorazioni della KV 62 siano state indubbiamente adattate appositamente per Tutankhamon, con Ay in qualità di erede presunto e nel ruolo di sacerdote sem.

Alcune delle anomalie nella mummificazione di Tutankhamon, potrebbero rientrare nella sfera di competenza dell’identificazione osirica: il pene eretto rievoca la figura di Osiride nel suo più potente momento rigenerativo e ne fa una caratteristica “mummia del mais”, simbolo per eccellenza di rinascita e resurrezione. Si tratta di un oggetto funerario comune, sia pure in forme diverse, ritrovato nelle tombe dal Terzo Periodo Intermedio in poi, fino all’entrata in vigore vera e propria nel Periodo Tardo.

Va osservato che, anche nel Nuovo Regno troviamo figure simili, come l’Osiride germinante (e altri non molto diversi ritrovati nella KV 57), quindi potrebbe esserci una relazione con le successive “mummie del mais”, anche se le prime non avevano la tipica natura itifallica, che dava agli oggetti chiari poteri rigenerativi legati alla resurrezione del defunto come Osiride nell’aldilà.

La massa di oli e resine applicati al corpo di Tutankhamon, potrebbero anche alludere al colore nero associato ad Osiride come signore della terra d’Egitto, scura con il suolo benedetto dall’inondazione, fonte di fertilità e rigenerazione. Questo è un eco del guardiano nero tradizionale, che faceva camminare a grandi passi la statua del re e il suo ka. (JE 60707 e 60708), anche se le resine stesse, importate da Libano e Siria, potrebbero indirettamente evocare il tempo che Osiride trascorse nel Levante, rinchiuso in un pilastro. Forse l’assenza del cuore s’inserisce nell’identificazione di Tutankhamon come Osiride (il dio era stato fatto a pezzi e il suo cuore preso dal corpo e sepolto ad Athribis, ma non è chiaro se sia stato riposto correttamente. Forse per un dio era meno necessario?). In ogni caso, Tutankhamon era dotato di almeno un manufatto iscritto con la formula 30B, che si assumeva la responsabilità del cuore, garantendo un passaggio sicuro nell’aldilà.

La posizione del braccio di Tutankhamon potrebbe anche alimentare questa idea. Gli avambracci di Amenhotep I (CG 61058) sono staccati, ma erano chiaramente incrociati così come i gomiti erano flessi, anche se la posizione precisa non è chiara. Quelli di Thutmosi II (CG 61066) e Thutmosi III (CG 61068) si trovano in alto sopra il petto, come lo sono quelli dei re dalla XIX dinastia in poi (salvo Siptah  (CG 61080), le cui braccia sono poste parallelamente l’una all’altra, che ricorda la posizione di Tutankhamon, ma non è identica); tuttavia, quelle di Amenhotep II (CG 61069) e Thutmosi IV (CG 61073) sono incrociate molto più in basso, lasciando più scoperto il torace, esattamente come la posa di Tutankhamon. Purtroppo, per Amenhotep III (CG 61069)  non si può determinare la posizione originale del braccio, così come per il corpo della KV 55 (CG 61075), mentre i corpi di Ay e Horemheb non sono ancora stati identificati. La posizione del braccio di Tutankhamon potrebbe non essere intesa per dare al corpo una siluette dai gomiti più pronunciati, come si vede nelle raffigurazioni di Osiride, tra le quali figura l’Osiride delle pareti della tomba del re fanciullo e il letto osirico trovato sempre nella tomba.

L’imbalsamazione dal taglio non ortodosso è più difficile da spiegare, ma non potrebbe essere un simbolo della macellazione compiuta da Seth sul corpo di Osiride? Allo stesso modo, anche i due depositi di resina nel cranio sono difficili da spiegare, nessun riscontro è stato trovato nei testi relativi ad Osiride, così come nessun indizio riguardante rituali d’imbalsamazione differenti.

Il diario di Carter (18 novembre 1925), mette l’accento anche su un’altra caratteristica significativa nel bendaggio del corpo di Tutankhamon, che può dare spunti: “(4U) (4V) alla sommità della testa del re, c’era un enorme tampone di parecchi centimetri, nella parte in alto, composto di batuffoli  di lino e bende, avvolte alla maniera moderna di una fasciatura chirurgica. Era di forma conica e questa forma suggeriva una corona. Le bende in questo punto sono conservate di gran lunga meglio di qualsiasi altra parte, ma il suo scopo è oscuro, probabilmente rappresentava la corona di Osiride (la mummia andava necessariamente fatta a sua immagine), oppure era solo un cuscinetto destinato a riempire lo spazio che altrimenti sarebbe stato lasciato vuoto dalla cavità creata dal copricapo della maschera. La prima ipotesi sembra, per il momento, essere la più probabile”

Ahimè, le mummie di altri re da TT 320 sono state tutte “riconfezionate”, quindi non è possibile stabilire se la “corona” di Tutankhamon fosse una normalità o una caratteristica unica. Tuttavia, se il tessuto fosse stato semplice imbottitura, ci si sarebbe aspettato di trovarlo in altre sepolture (sia regali che di élite) come protezione per la testa, anche se pare non esserci alcun riscontro in proposito. Altre bende a protezione della testa venivano in realtà disposte a formare una specie di aureola.

Dunque, prendendo in considerazione tutte le prove, forse l’enfasi di Carter nelle sue annotazioni durante la scoperta della mummia e il suo esame, è più corretta di quanto lui stesso potesse pensare: il re viene effettivamente mostrato come Osiride, più di quanto fosse usuale nelle sepolture reali.

Si può ipotizzare che in questo delicato momento storico-religioso, le consuete modalità per la “trasformazione” del re non fossero considerate sufficienti, così che i sacerdoti addetti all’imbalsamazione prepararono il corpo in modo tale da enfatizzare letteralmente la divinità del re e la sua identificazione con Osiride; da qui, l’eviscerazione brutale, con il seguente tentativo di coprire il danno con una gran quantità di oleoresina, che ha trasformato anche il colore della pelle in nero come Osiride, la posizione del braccio che rievoca il dio sulle pareti e il pene eretto. Una trasformazione più concreta del corpo, che avrebbe assicurato a Tutankhamon, Horus in terra, una sicura trasformazione in Osiride per l’eternità.

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Original article: Some Thoughts on the Mummification of King Tutankhamun, by Salima Ikramin Études et Travaux XXVI, 2013

 

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